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Asunto:[rrr] 'Laboratorio di cultura umana, culinaria, letteraria',
Fecha: 7 de Octubre, 2009  11:59:02 (+0200)
Autor:ANTENNA <info @...............it>

'Laboratorio di cultura umana, culinaria, letteraria',

presso la sede dell'Associazione Antenna Italiana

 

4 ottobre 2009. I ponti culturali che ho visto crescere nella sede dell’Antenna Italiana nel Mondo, qui a Torri di mezzano, sono molti. Ogni sponda del ponte parla una lingua diversa da quella della sponda opposta, ma le persone che si incontrano sul ponte, si guardano, bevono, mangiano, ballano, ascoltano musica insieme e diventano amici.

 

Ci sono amicizie che  divengono più strette, altre che aspettano di maturare, ma nessuno resta escluso da quella che sembra essere una ‘contaminazione’ buona.

Andare a pranzo a Torri, da Carmen e Renato, la domenica, è come aprire, tutto l’anno, un uovo pasquale con la sorpresa. Non sai chi puoi incontrare di nuovo, conoscere; non sai se mangerai cibo italiano, se ascolterai musica argentina.

 

Renato è sempre molto vago quando ti invita: ‘Ci sono un po’ di amici. La conosci la regista bulgara? E Anna, e Riccardo? Oggi c’è Arnaldo.’  ‘E il men?’ chiedi. Lui risponde: ‘Fa Carmen, io non so’

 

Quando raggiungi la sede dell’Associazione devi predisporre il tuo animo all’incontro.

Innanzi tutto l’incontro con Renato che trovi in attesa vicino al cancello, come stesse aspettandoti, poi con Carmen che, nonostante il lavoro in cucina, è sempre in ordine e profumata mentre ti bacia e ti abbraccia, poi l’incontro con gli altri invitati che giungono ormai senza timore, certi di essere bene accolti.

 

Le tavole sono imbandite a seconda della fantasia del Presidente, Renato, appunto.

Oggi, melegrane dai colori vivaci a testimonianza di una giusta maturazione sull’albero che cresce sul terreno dell’Associazione, erano allineate a segnare il posto a tavole, che ognuno di noi doveva occupare.

 

Io mi sono seduta vicino ad una melagrana bella e rotonda, la più bella. Sapevo che al termine dell’incontro avrei potuto portarla a casa.

 

Guardandola mentre ascoltavo la musica suonata dalla fisarmonica di Arnaldo, ho capito di avere di nuovo desiderio di disegnare. La melagrana mi ha ispirata.

 

Quello che non farò è suonare come invece hanno fatto Arnaldo e Riccardo, non ne sono capace. Arnaldo è un romagnolo allegro, socievole, che suona per passione, Riccardo è l’interprete dello strumento, la fisarmonica. Ne ascolta i suoni insieme a noi, soffre pigiando i tasti con grande destrezza e velocità. Il suo è amore.

 

Sia Arnaldo che  Riccardo hanno suonato "Ociy cernye" (Occhi neri)  e la regista, Evelina, ha ballato e cantato mentre noi accompagnavamo il tempo battendo i piedi.

La mamma di Renato che compirà 90 anni in dicembre, ha ballato un tango ed un walzer con Arnaldo, sotto il flash dei fotografi.

 

I vicini di casa che stavano preparando il marciapiede della loro casa, applaudivano da lontano.

Abbiamo parlato in tante lingue, albanese, bulgaro, spagnolo, italiano, romagnolo, cercando similitudini nelle storie e nei vocaboli.

 

Evelina ha raccontato che in Bulgaria il frutto del melograno è un portafortuna per le mamme in attesa che devono toccarlo spesso affinché il nascituro sia sano e bello.

La pianta è nata secondo alcune tradizioni, dal sangue di Dioniso, nel mito dell’antica Grecia viene  associato ad Orione, la più grande e luminosa costellazione, figlio della terra e famosissimo per la sua bellezza.

 

 

Il fiore, il frutto e i numerosi semi sono quasi sempre associati, nelle  antiche civiltà, alla fertilità e alla fecondità. Dagli Ebrei, infatti nella Bibbia il Cantico dei Cantici descrive la sposa amata e la fecondità della Terra Promessa attraverso la metafora della melagrana. Lo stesso nella cultura orientale: in Cina e in Vietnam, si narra di una leggenda secondo cui "Una melagrana si aprirà e da essa usciranno cento bambini".

 

 


Nell'Antico Egitto  si utilizzavano i frutti  nelle cerimonie funebri, come testimoniano le pitture all'interno di tombe risalenti a 2500 anni fa, compresa la tomba del potente faraone Ramses IV.
Nella
mitologia greca la melagrana è il "cibo dei morti" e Kore, figlia di Demetra, Dea dell'agricoltura, fu condannata a divenire la custode dell'Oltretomba per averne mangiato alcuni grani.

 


Nel "linguaggio dei fiori" il significato è di  abbondanza e
di amore ardente per il colore acceso delle infiorescenza e dei chicchi.

In alcune culture dell'est Europa, la tradizione vuole che il novello sposo trasferisca una pianta di melograno dal giardino del suocero nel suo, come augurio di prole numerosa. Le spose turche gettano a terra un frutto maturo al termine della cerimonia e il numero di grani usciti indicherà quanti saranno i loro figli.

 

 

La mia nonna mi serviva i cicchi dal colore acceso, zuccherati,  dentro una tazza da caffelatte. Sosteneva che, mangiarli,  mi avrebbe protetta  dai malanni dell’inverno. Oggi  so che aveva ragione; i frutti, ricchi e benefici, contengono vitamina A e vitamine B

 

 

Dalla storia del melograno, emerge un significato di fertilità, fratellanza e unità (simboleggiata dai tanti chicchi racchiusi in un unico frutto) che ben rappresenta ciò che, qui a Torri in questa giornata di condivisione,  un osservatore esterno racconterebbe di noi.

 

 

 

Anche noi siamo giunti separati, abbiamo chiacchierato, ci siamo conosciuti e i germogli della nostra amicizia sono spuntati come un unico frutto composto da molti grani.

 

 

Raffaello, 1504. Studio per la Madonna del melograno


Vienna, Albertina

 

 

 

Il cibo che Carmen ha preparato, a volte,  sembra essere dimenticato perché tante sono le novità servite a quel tavolo e intorno ad esso. Però sono molto pochi gli avanzi del pasto a testimonianza di quanto  tutto sia ottimo.

 

 

 

Renato ha preparato una libreria coi libri che riceve in dono come Associazione,  e che si possono portare a casa facendo un’offerta libera. Volendo e avendo tempo, si potrebbero leggere stando seduti in poltrona, al sole tiepido di ottobre, fra gli alberi che segnano i confini del fabbricato .

 

 

 

 

 

 

 

Oggi, invece,  è stato un rincorrersi di domande e risposte, di minuti passati ad ascoltare la musica, uno spostare di sedie per evitare il sole che all’improvviso è diventato troppo caldo. Il gelato che Carmen ha servito, fatto da lei, ha dissetato le nostre gole secche per il caldo e per le troppe parole dette.

 

Il tempo pare  volato via e ce ne dobbiamo andare.  Ci baciamo,  promettendo di incontrarci al più presto.

 

 

Vado via col sole che mi acceca, mentre tramonta basso in un orizzonte stranamente ben definito.

Oggi si ricorda Francesco, il Santo che, come fecero i più grandi mistici,  reintegrò l'armonia con il cosmo, di cui si fece interprete ne ‘Il cantico delle creature’, le cui parole accompagnano il mio ritorno a Ravenna col pensiero ancora rivolto al pomeriggio trascorso in amicizia.

 

 

“…Sii Lodato, mio Signore, per aver creato la sorella luna e le stelle;  le hai create in cielo chiare, preziose e belle.. per il fratello vento, per il cielo nuvoloso e … per sorella acqua,  la quale è molto utile, umile, preziosa e pura. Sii lodato, mio Signore, per fratello fuoco, per il quale illumini la notte, ed egli è bello, vivace, robusto e vigoroso… per la sorella nostra madre terra,  la quale ci nutre e alleva,  e produce diversi frutti con fiori colorati e erba…”

 

 

Angela Barlotti – Biblioterapeuta

 

 

 Cordialità
Renato Albini
L'Antenna Italiana nel Mondo
Cell.   00393394180603
Tel.    00390544251944
 
www.antennaitaliana.it
Skype ID: antenna1950


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