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Asunto:[rrr] COMUNICATO STAMPA di Service Comunication S.r.l 27/05/2007
Fecha: 2 de Junio, 2007  17:25:33 (+0200)
Autor:ANTENNA <info @...............it>

COMUNICATO STAMPA di Service Comunication S.r.l  27/05/2007

 

I DIRIGIBILI: PRO E CONTRO DI UN SETTORE IN RAPIDA ESPANSIONE

 

La tavola rotonda di questa mattina ha confermato l’esistenza di enormi margini di crescita per il settore dei dirigibili, una tecnologia che offrirà importanti sbocchi per quanto riguarda il mondo dell’imprenditoria ravennate

 

Si è svolta questa mattina presso la sala Cavalcoli della Camera di Commercio una tavola rotonda sul tema: “Dirigibili: nuove tecnologie e opportunità per l’economia”, un incontro promosso ed organizzato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, l’AIDAA, la Blu Nautilus, l’Antenna Italiana nel Mondo e l’Aero Club di Ravenna a cui hanno partecipato anche sei classi del Liceo Classico “Dante Alighieri” di Ravenna.

“Agli inizi del novecento – spiegava il Prof. Franco Persiani, Preside della II Facoltà di Ingegneria all’Università di Bologna – l’uomo iniziava a volare: da allora i progressi che ha compiuto in questo senso sono sotto gli occhi di tutti, ed ancora non sono state esplorate tutte le prospettive che questo settore ci offre. Qui sta proprio l’importanza di organizzare convegni come questo, che ci aprono gli occhi circa le immense possibilità che questo tipo di velivoli, i dirigibili, potranno avere nella nostra vita in futuro”.

Un convegno che Natalino Gigante, vicepresidente della Camera di Commercio di Ravenna, ha fortemente caldeggiato perché, commentava, “da che mondo è mondo questi maestosi velivoli hanno sempre stuzzicato la curiosità e la fantasia dell’uomo: per questo fa ancora più piacere notare che abbiano partecipato così tanti studenti. Siamo di fronte ad una riflessione storica ma che ha già tanti spazi rivolti verso il futuro”.

Anche per Daniele Bondoli, consigliere dell’Aeroclub di Ravenna, le prospettive di crescita di questo settore sono in forte espansione: “E finalmente negli ultimi anni siamo tornati a parlare di aeroportualità associando questo concetto all’aeroclub di Ravenna: la nostra zona è fortemente strategica, e di tanti aeroporti credo che nessuno avrebbe migliori condizioni di ricettività per candidarsi ad ospitare una scuola di volo, oppure le stesse officine meccaniche. E se a Ravenna e a Forlì ci sono già grandi aziende che costruiscono gli yacht, non vedo perché non si dovrebbe ripetere questa esperienza anche per quanto riguarda i dirigibili. Certo è – conclude Bondoli – che auspichiamo che progetti di questo genere possano godere del sostegno delle pubbliche amministrazioni”.

“E non solo del loro – gli fa eco Edoardo Godoli, vicepresidente di Antenna Italiana nel Mondo –: oltre al pubblico serve sempre anche l’interessamento del privato. Con iniziative di questo tipo, infatti, noi miriamo a dare vita ad un distretto aeronautico in cui possa realizzarsi un’intermodalità tra l’Aeroporto della Spreta, la Darsena ed il porto, in maniera tale che possano sorgere attività imprenditoriali sempre nuove e sempre più redditizie”.

“Dal canto nostro – è il parere di Fausto Bianchini, Amministratore Delegato della Blu Nautilus – l’idea di dare continuità ad un lavoro ormai pluriennale è sfociata nell’evento che si svolgerà il prossimo mese di settembre, denominato: ‘Ravenna Fly Festival’. All’interno di questa kermesse ci sarà, quindi, sia una tappa imprenditoriale, sia anche un momento più spettacolare: l’invito che rivolgo a tutti è quello di partecipare, di essere presenti”.

Tuttavia il mondo dei dirigibili si basa ancora su confini estremamente labili: la ricerca, in questo settore, è ancora in corso e la valutazione tecnica sulle prestazioni dei cosiddetti ‘pachidermi dell’aria’ deve tenere conto di parecchie incognite. Insomma, a proposito dei dirigibili ci si divide manicheisticamente tra entusiasti sostenitori o profondi detrattori. “Ed invece – interviene il prof. Antonio Castellani, Segretario Generale dell’AIDAA – sarebbe opportuno scegliere una via mediana, in maniera da valutare in maniera critica pro e contro di questa tecnologia. Si sa, la caratteristica che da sempre influisce sulle prestazioni dei dirigibili è il peso del velivolo: e se le macchine del passato non hanno mai potuto oltrepassare la soglia dei 6.000 metri, oggi, con l’impiego di nuovi materiali esterni (come il mylar e il nylon) e l’uso di gas aventi densità minore dell’aria che siano diversi dall’idrogeno (mi riferisco all’elio) si può portare il mezzo a toccare quota 10.000 metri. Sul tappeto, però, resta il problema di rendere sempre più sicuro il controllo del dirigibile: su questo tavolo si giocherà nei prossimi anni la partita decisiva”.

“Anch’io faccio parte della schiera dei cosiddetti entusiasti critici – commenta Nicola Masi, presidente dell’Associazione Archimede – cioè ritengo che i dirigibili non siano una tecnologia del passato ma esistano e abbiano importanti sbocchi per quanto riguarda il mondo del lavoro: a differenza degli aeroplani permettono di volare basso e a velocità ridottissime, hanno un basso impatto ambientale ed elevate capacità di carico, così come hanno un’ampia autonomia e durata in volo. E poi va sfatata l’idea che non siano sicuri: l’uso dell’elio invece dell’idrogeno, la bassa velocità e la possibilità di effettuare riparazioni in volo o la stessa scarsa sensibilità alla nebbia rendono gli incidenti sui dirigibili quelli a minor letalità per quanto riguarda i velivoli”.

Certamente del gruppo degli “entusiasti” dei dirigibili deve fare parte anche l’Ing. Piero Pelagalli: non a caso il gruppo imprenditoriale di cui fa parte, l’azienda italo-britannica SGL Avio-costruzioni, ha puntato forte su questo tipo di tecnologia, ed in particolare sullo SkyCat, “un velivolo ‘ibrido’ progettato principalmente per il trasporto merci, ma che può avere interessanti applicazioni anche nel settore del turismo. Lo definiamo ‘ibrido’ in quanto è una macchina più pesante del volume d’aria spostata, un velivolo che deriva la forza sostentatrice per il 60% dalla spinta aerostatica e per il rimanente dalla portanza aerodinamica”. Grazie a questo tipo di caratteristiche, continua l’ingegnere, “lo SkyCat non necessita né di una squadra di terra né di una movimentazione di zavorra durante le operazioni di carico e scarico della merce”.

E non è tutto: ciò che rende veramente unico questo velivolo si riferisce proprio alla sua conformazione, in cui la flessibilità dell’involucro (quindi diverso da quella tipicamente fusiforme dei dirigibili tradizionali) gli permette di avere “una manovrabilità unica nel panorama dei dirigibili: SkyCat utilizza un sistema di atterraggio a cuscino d’aria, simile ad un hovercraft, che gli consente di decollare ed atterrare su ogni superficie abbastanza piana, anche se non pavimentata, comprese acqua e neve”. Tutte caratteristiche, conclude Pelagalli, che rendono lo SkyCat un velivolo di capacità uniche, che si prevede possa aprire un nuovo mercato nel trasporto merci aiutando, nel contempo lo sviluppo economico di quelle regioni che hanno problemi di accessibilità”.






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